Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 ottobre tornerà l’ora solare e bisognerà spostare gli orologi un’ora indietro. Sul momento guadagneremo un’ora di sonno, ma le giornate più corte, con meno luce a disposizione, porteranno qualche problema a buona parte della popolazione.
In un recente sondaggio, il 48% ha dichiarato infatti di soffrire di disturbi del sonno in concomitanza con il cambio dell’ora.
La capacità di adattamento dipende dal cronotipo di ciascuno, cioè dalla propensione a dormire in determinati orari. I “gufi” tendono ad andare a letto tardi e dormire di più al mattino, e nel caso del passaggio all’ora solare si troveranno meglio; le “allodole”, al contrario, avranno qualche difficoltà perché più abituate a svegliarsi presto.
Il ritmo sonno-veglia è regolato nel nostro organismo dalla melatonina, un ormone prodotto dal cervello in base alle ore di luce, e in grado di stimolarci a dormire per il tempo necessario. Quando una condizione esterna interviene a modificarne la secrezione, come nel caso dei cambiamenti di orario, diventa necessario fornire all’organismo un’integrazione con prodotti specifici a base di melatonina, per riequilibrare il meccanismo.

Partecipa al sondaggio
× chiudi