Il ruolo positivo dei rimedi dolci. Quando la carenza di sonno è un “nemico” che si presenta solo ogni tanto, può essere senz’altro utile l’assunzione di integratori alimentari basati su sostanze di origine naturale. Questi prodotti hanno il pregio di essere efficaci e ben tollerati, e non inducono dipendenza. Consigliati, soprattutto la valeriana e la melatonina, da sole o in associazione con altri principi attivi. Diversi studi infatti hanno dimostrato che la valeriana riduce il tempo necessario per addormentarsi perché aumenta la concentrazione nel cervello di un aminoacido, il GABA, che ha un’azione sedativa. Sembra inoltre in grado di ridurre l’ansia. Per riequilibrare il corretto ciclo sonno-veglia si consiglia, invece, la somministrazione di melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola pineale, utile a risincronizzare l’orologio biologico interno. Ora disponibile anche in formulazione orosolubile – ad azione più rapida, facile da assumere e potenziata con magnesio, triptofano e vitamine del gruppo B –  la melatonina aiuta a ritrovare i giusti tempi del riposo, e con l’aggiunta dei nuovi ingredienti riduce anche il senso di stanchezza e affaticamento, di cui certe mattine  facciamo fatica a liberarci. Il momento ideale di assunzione è un quarto d’ora prima di coricarsi.

 Sonniferi solo se “proposti” su misura. Gli ipnotici, cioè i comuni sonniferi, sono la categoria di farmaci più usata per la cura dell’insonnia. Si dividono in due categorie: le benzodiazepine e le nonbenzodiazepine. Le prime possono indurre, se assunte in modo scorretto, una maggiore dipendenza. Per evitare rischi, dunque, la cura va sempre personalizzata tenendo conto del tipo di insonnia e delle caratteristiche del farmaco, in particolare della sua emivita, o durata d’effetto. Chi ha problemi ad addormentarsi ma deve essere lucido ed energico al mattino avrà bisogno di un farmaco con un’emivita breve, mentre chi si sveglia di notte o ha un risveglio precoce necessiterà di molecole con un’emivita più lunga. La scelta, però, è sempre a discrezione del medico.

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