I dati della National Sleep Foundation dicono che il 46% degli americani tra i 13 e i 18 anni fatica ad addormentarsi e ha un sonno agitato; lo stesso per il 51% dei 20-30enni.
Percentuali appena migliori per la fascia 50-60 anni, con un 38% che lamenta disturbi del sonno.
Questi problemi risultano oltretutto in netto aumento, con un + 25% dal 1990 ad oggi.
La causa principale sarebbe da cercare nella quantità di luce artificiale e di impulsi luminosi che bombardano quotidianamente il nostro cervello, sopprimendo la produzione di melatonina notturna, normalmente preposta a regolare il ritmo sonno-veglia.
Un giornalista di New York ha recentemente raccontato di aver eliminato le sorgenti di luce dalla sua casa per due settimane, device elettronici inclusi, e il suo sonno è subito migliorato.
Senza arrivare a scelte così radicali, le alterazioni del sonno dovute a squilibri dei ritmi biologici possono essere il più delle volte facilmente risolte con l’integrazione “esogena” di melatonina, per sopperire alla ridotta produzione da parte dell’organismo.
Per questo scopo esistono oggi prodotti specifici molto sicuri ed efficaci, anche in formulazioni orosolubili dalla grande rapidità d’azione, che oltre alla melatonina contengono un mix di sostanze utili a migliorare la qualità del sonno e favorire il recupero energetico.

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