Uno studio inglese della University of Oxford e Royal Society for Public Health, sostiene che la carenza di sonno provocherebbe nel nostro cervello gli stessi effetti dell’ubriachezza.

I ricercatori hanno evidenziato infatti come dopo 17 ore di veglia il calo d’attenzione sia del tutto paragonabile a quello causato da un tasso alcolemico nel sangue dello 0,05%, ovvero pari al limite previsto dal codice della strada; dopo le 24 ore la percentuale arriverebbe fino allo 0,1%.
Particolarmente a rischio secondo gli studiosi chi soffre di insonnia, e ha difficoltà nell’addormentarsi per tre notti a settimana per almeno tre mesi.

I risultati di questo studio sono confermati da un rapporto della Fondazione Americana per la Sicurezza del Traffico, che dopo aver analizzato le cause di più di 4.500 incidenti ha concluso che ogni ora di sonno in meno rispetto alle sette raccomandate raddoppia il rischio. In pratica, dormendo 6 ore la probabilità di incidente è 1,3 volte più alta, con 4 ore il rischio cresce di circa 4 volte, fino ad arrivare a un aumento di 11,5 volte con meno di 4 ore di sonno.

Dunque, mantenere un ritmo del sonno naturale rappresenta un’ottima strategia di prevenzione degli incidenti stradali.

Tra i consigli pratici degli esperti per combattere l’insonnia e abbassare il rischio alla guida, c’è quello di fare pause frequenti durante la guida, ma anche evitare pasti pesanti e bere un bicchiere di latte prima di andare a letto, perché grazie al suo contenuto di triptofano, un aminoacido precursore della serotonina e della melatonina, favorisce il sonno di qualità.

Per la stessa ragione sono molto indicate anche le nuove formulazioni orosolubili di melatonina, in grado di agire più rapidamente e migliorare ulteriormente il riposo notturno, perché “potenziate” proprio con triptofano, e arricchite con magnesio e vitamine del gruppo B (B3 e B6)

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